Imprese e investimenti nel campo artistico: quali benefici?
Investire nell’arte può rappresentare una scelta strategica per diverse ragioni, che vanno oltre il semplice piacere estetico e si estendono a vantaggi economici e patrimoniali. E le imprese che investono in arte sono più produttive.
Molteplici sono i motivi per cui investire nell’arte può essere interessante. A partire dalla valorizzazione del capitale: le opere d’arte tendono ad aumentare di valore nel tempo, specialmente quelle di artisti affermati o emergenti promettenti. Il mercato dell’arte ha dimostrato una resilienza significativa anche in periodi di crisi economica. Deve considerarsi anche la diversificazione del portafoglio: l’arte è considerata un asset alternativo rispetto a strumenti finanziari tradizionali, come azioni e obbligazioni; questo la rende un’opzione interessante per diversificare il portafoglio e ridurre il rischio complessivo degli investimenti. Le opere d’arte di alta qualità possono fungere da “bene rifugio” in tempi di inflazione, mantenendo o aumentando il loro valore reale. L’investimento in arte può offrire vantaggi fiscali, come detrazioni o agevolazioni legate alla donazione o all’esposizione di opere in spazi pubblici o museali. Possedere opere d’arte può migliorare lo status sociale e la reputazione di un individuo o di un’impresa, oltre a offrire il piacere di circondarsi di bellezza. L’arte ha un mercato globale: le opere possono essere vendute o acquistate in tutto il mondo, aumentando le opportunità di rendimento. Pur non essendo un asset liquido quanto azioni o obbligazioni, il mercato dell’arte offre sempre più piattaforme e aste online che facilitano la compravendita.
Ogni investimento in arte (dipinti, sculture, fotografie, installazioni) deve essere affrontato affidandosi a un consulente competente ed esperto che guidi il privato o l’azienda nella scelta, considerando alcuni aspetti imprescindibili. È fondamentale assicurarsi che l’opera sia autentica e abbia una provenienza chiara. L’investimento in arte richiede uno studio approfondito del mercato e la consulenza di esperti per evitare rischi. Si devono considerare i costi legati alla conservazione, all’assicurazione e alla gestione delle opere.
Investire nell’arte può coniugare passione e rendimento economico, trasformandosi in una scelta strategica e soddisfacente. Anche per le imprese. L’ultimo rapporto “Economia della Bellezza” di Banca Ifis evidenzia come la bellezza sia un motore trainante per l’economia italiana. Nel 2023, il settore ha contribuito con 595 miliardi di euro al PIL nazionale, rappresentando il 29,2% del totale e registrando una crescita del 19% rispetto all’anno precedente. Un aspetto significativo del rapporto riguarda l’investimento delle imprese in arte e cultura. Sono oltre 700 le aziende italiane che hanno intrapreso progetti in questi ambiti, generando complessivamente 192 miliardi di euro di ricavi annui. Queste imprese hanno registrato una produttività superiore di 1,4 volte rispetto alla media dei loro competitor. Il rapporto sottolinea l’importanza del “saper fare” artigiano e della creatività dei Maestri d’Arte, elementi distintivi che conferiscono unicità al Made in Italy. La collaborazione tra artigiani e imprese manifatturiere ha permesso di rispondere efficacemente alle nuove tendenze del mercato, rafforzando la competitività dei prodotti italiani sia a livello nazionale che internazionale. Lo studio evidenzia come l’investimento in arte e cultura da parte delle imprese abbia un impatto positivo non solo sulla produttività, ma anche sul benessere dei dipendenti e sul legame con il territorio. Le aziende che promuovono progetti culturali contribuiscono alla crescita delle competenze delle risorse impiegate e alla valorizzazione delle comunità locali.
Avv. Gianluca Liut, foro di Pordenone